C’è chi spegnerà le luci del comune o dei monumenti cittadini, chi riempirà i balconi di girandole multicolori e persino chi- come il Comune di Pieve di Cento- ospiterà in piazza una vera e propria “Festa dell’Energia Pulita”, con convegni, musica e spettacoli all’insegna della consapevolezza ambientale ed energetica.
Di cosa stiamo parlando? Ma di M’illumino di meno naturalmente. Essì perché venerdì 12 Febbraio si celebra la sesta edizione della “giornata per il risparmio energetico” inaugurata nel 2005 dalla trasmissione Caterpillar di Radio Rai e divenuta ormai un fenomeno di costume. L’obiettivo dell’iniziativa è semplice: promuovere la cultura della consapevolezza e della responsabilità energetica attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle istituzioni. Nel corso degli anni hanno partecipato a M’Illumino di meno organizzazioni e associazioni di ogni genere e dimensione, dalla Presidenza della Repubblica italiana fino ai bar di quartiere, dall’Ambasciata tedesca in Italia alle aziende del settore energetico, oltre naturalmente a migliaia di cittadini.
Ed anche per quest’anno la partecipazione si preannuncia amplissima ed entusiasta. Inoltre, con questa edizione si registra un ulteriore salto di qualità della manifestazione, con il passaggio dal semplice “spegnimento” delle luci allaccensione della stessa, per promuovere le energie rinnovabili e lo sviluppo di processi produttivi più “verdi”- sole, vento, mare, biomasse, geotermico. Un’esperienza collettiva per testare l´efficacia delle fonti pulite e dare un segno tangibile di impegno nella direzione di un modello di consumo energetico differente.
In Emilia Romagna le adesioni sono così tante che quasi fatichiamo a contarle- che è poi la ragione per cui vi rimandiamo al contatore ufficiale. Ci saranno i grandi comuni- come Bologna, Modena, Ravenna, Cesena, Forlì- le province e financo le aziende sanitarie locali (e qui la menzion d’onore va alla AUSL di Cesena). Ma accanto a questi giganti ci sono anche una miriade di istituzioni più piccole e soprattutto tanti cittadini, che partecipano a M’illumino di Meno con iniziative diverse e spesso geniali.
Voi provate a fermare per strada un passante e chiedergli qual’è la prima cosa che gli viene in mente pensando all’Emilia Romagna. Con buona facilità, vi risponderà citando il nome di una casa motoristica o quello di una specialità gastronomica. E non avrà mica torto, quel passante. Perché da queste parti per i motori e la buona tavola andiamo matti. Ma questa non è una notizia.
La notizia è che i prodotti tipici in Emilia Romagna sono così tanti che alle volte anche noi rischiamo di perderci. Già perché con 15 prodotti DOP, 15 IGP e una quantità di altre specialità non certificate- ma nondimeno squisite- la testa rischia di girare. Però in qualche modo bisognava raccontarla, tutta questa ricchezza.
Adesso proviamo a fare ancora un passettino in più. Non sono testi questa volta, ma una mappa. Una mappa Google che presenta le “carte d’identità” di tutti i prodotti DOP e IGP dell’Emilia Romagna, con le indicazioni geografiche i rimandi ipertestuali e tutto il resto. Così, almeno, smetteremo di perderci in mezzo a tutto questo ben di Dio. E buon appetito!
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Sono partite in tante, all’inizio del Novecento e poi fin dopo la seconda guerra mondiale. C’erano contadine, operaie, braccianti e mamme d’ogni età. Tutte donne, e tutte unite dal sogno di costruire un presente ed un futuro migliori per sé e le proprie famiglie.
E’ a queste donne, alla loro memoria e alle loro storie, che si rivolge una bellissima iniziativa della Consulta degli Emiliano- Romagnoli nel mondo e della Regione Emilia Romagna. La Consulta ha infatti avviato in questi giorni la raccolta dei dati per il “catalogo dell’emigrazione femminile”, destinati a confluire nel più ampio progetto de “La Casa della Memoria degli emigranti emiliano- romagnoli”. L’obiettivo, si legge nella pagina di presentazione ufficiale è costruire “una sorta di brogliaccio, di quaderno della memoria” attraverso il quale ritessere i fili della memoria e vivificare il ricordo delle tantissime mogli, figlie, mamme, nonne, antenate che dalle nostre terre sono emigrate.
Per partecipare alla raccolta è sufficiente compilare la scheda sinottica, e poi rimetterla agli uffici regionali via email ( consulta@regione.emilia-romagna.it o rbirra@regione.emilia-romagna.it.) ovvero via posta cartacea- destinandola alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Regione Emilia-Romagna, Viale A.Moro, 30, IV piano
40127 Bologna.
C’è chi ha il vizio del fumo, chi quello delle macchinette e chi non riesce a stare più di mezz’ora senza telefonare alla fidanzata. Tutte inclinazioni rispettabili, per carità, però qui a Turismo Emilia Romagna siamo più contenti con il vizio che ci è arrivato in sorte nelle ultime settimane: le mappe google.
All’inizio è andata come sempre va in queste situazioni: “ne preparo solo una e poi basta, posso smettere quando voglio”. Abbiamo creato una mappa delle wireless pubbliche in Regione- erano i giorni del centenario del Nobel a Guglielmo Marconi- e ci siamo fermati. Ma dentro di noi il daimon cominciava a sussurrare: “hai visto? è utile e veloce…ne puoi creare in quantità e poi smettere quando vuoi”.
E così pochi giorni dopo ci siamo ricascati, andando alla ricerca, e poi mappando, i vari nodi pubblici per il carsharing, il bikesharing ed il noleggio biciclette.
A quel punto la lotta interiore si è fatta virulenta. Da una parte la voce della coscienza: “ma non lo vedi che ci stai cascando dentro mani e piedi…non fai altro che piazzare punti di interesse e cercare cartine”, dall’altra il demone interiore che continuava a tentarci con nuove idee di mappe.
E noi ci siamo lasciati tentare. Da quel momento in ci siamo ritrovati a compilare nuove mappe- ciascuna completa di ubicazioni, siti, telefoni e talvolta anche immagini prima per le stazioni sciistiche della regione, e poi per i tantissimi castelli che si trovano disseminati in giro per l’Emilia Romagna (qui sotto in originale).
Oltretutto, come se tutto questo non bastasse sui social network i nostri amici ci continuavano a fomentare con segnalazioni, critiche e richieste di nuove mappe. E adesso dentro la nostra piccola testa è tutto un frullar di segnaposto: i prodotti DOP della regione, gli snodi principali della MotorValley, i parchi naturali e chi più ne ha più ne metta. Insomma noi siamo completamente nel tunnel e non sappiamo più da che parte girarci per perdere il vizio….aiutateci voi!
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Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea a Bologna
La notte di Sabato 30 gennaio, con Art White Night, il centro storico di Bologna diventa una grande vetrina dell’arte contemporanea con apertura serale straordinaria di musei, palazzi storici, mostre, gallerie e negozi.
L’agenda giornaliera degli eventi in fiera della 34° edizione di Arte Fiera Art First (29/31 gennaio 2010) prevede incontri, convegni, presentazioni di premi e di libri di editori e gallerie che si alterneranno durante i tre giorni della manifestazione nello spazio Art Café e nello spazio Art Talks (Hall 18). Tra i numerosi appuntamenti nello spazio Art Talks, sabato 30 gennaio la tavola rotonda ‘Arte Partecipativa. Approcci creativi al concetto di comunità’.
Lo spazio Art Cafè diventa luogo di incontro e approfondimento per critici, artisti, protagonisti del mondo dell’arte e della cultura italiana e internazionale, con dibattiti sui temi dell’attualità del collezionismo e presentazioni delle ultime novità di editori e gallerie che espongono ad Arte Fiera Art First. Tra i libri presentati, il catalogo ‘Subodh Gupta’ a cura di Galleria Continua, il ‘Catalogo Generale dei dipinti di Gillo Dorfles’ e ‘Gillo Dorfles pittore’ e ‘Speranze e dubbi Arte Giovane tra Libano e Italia’ a cura di Galleria Lia Rumma.
A collezionisti e appassionati è dedicato First Choice: consigli per gli acquisti, sei visite guidate da direttori di musei italiani che consigliano al pubblico le opere interessanti, in compagnia di Ludovico Pratesi.
Un’occasione unica per artisti italiani e stranieri sotto i 30 anni è la quarta edizione del Premio Euromobil Under 30. Gli artisti saranno selezionati tra quelli presentati dalle gallerie partecipanti, da una giuria che ne proclamerà il vincitore durante Arte Fiera Art First, il quale sarà invitato ad ‘interagire’ con le collezioni del Gruppo Euromobil.
Non solo, tutta la città dal 29 gennaio al 28 febbraio 2010, sarà un’unica grande mostra collettiva per creare un dialogo tra l’arte contemporanea e location inusuali del centro storico della città e dei suoi dintorni. Ci saranno una serie di installazioni site specific e opere inedite dei 22 artisti per la città. Insomma Bologna respirerà arte e i visitatori avranno l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea.
Ricordate: l’Arte è in tutti noi, venite a riscoprirla a Bologna!
Torniamo a raccontarvi del Future Film Festival, che sta animando Bologna in questi freddissimi giorni di Gennaio. Del programma e degli straordinari eventi in arrivo vi abbiamo raccontatonei giorni scorsi.
Oggi volevamo soltanto chiosare, dandovi conto della copertura ricca e largamente favorevole che il Festival ed i suoi ospiti hanno attirato. Al FFF dedicano ampio spazio testate come La Stampa- che propone anche una videointervista alla direttrice della Rassegna Giulietta Fara, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, Wall Street Italia, Sky e la stessa AdnKronos.
Insomma anche sulla stampa il Festival sta andando piuttosto forte. Ma in realtà questo post non nasceva per farci belli del successo della rassegna. No. Quello che volevamo mostrarvi in realtà è la sigla del Festival, che è semplicemente favolosa. Buon divertimento!
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Da dodici anni racconta il mondo dell’animazione a grandi e piccini. E anche stavolta è tornato puntuale, con il suo carico consueto di idee, novità e suggestioni sul cinema che c’è e- soprattutto-su quello che ci sarà. Stiamo parlando del Future Film Festival, la grande rassegna dedicata all’animazione e agli effetti speciali che apre oggi i battenti a Bologna.
Gli appuntamenti in calendario durante i sei giorni della manifestazione sono tantissimi- così tanti che non ci avventuriamo neppure nel tentativo di elencarli integralmente.
Segnaliamo invece alcuni momenti assolutamente da non perdere. Su tutti il seminario di Joe Letteri, Director di Weta DigitalVisual e responsabile degli effetti speciali di Avatar, il quale presenterà in anteprima mondiale il making of dell’arciplurinominato film di James Cameron. “In Avatar le dimensioni, il livello di dettaglio e la complessità del lavoro di computer grafica con resa fotorealistica consentono allo spettatore di sospendere la propria incredulità per tutto il film” racconta nel catalogo Letteri “ciò che è stato possibile grazie a una serie di miglioramenti tecnologici e a un team di novecento persone sparse in 46 stati”.
Ma dentro la ricetta del FFF c’è molto di più che i semplici riflessi di Avatar. C’è un ricco programma di proiezioni, con ampio spazio dedicato al cinema 3D con The Hole di Joe Dante, le prime immagini di Toy Story 3 e l’anteprima di 56 minuti del nuovo film della Dreamworks, Dragon Trainer di Dean Deblois e Chris Sanders, distribuito in Italia da Universal.
E poi un’altrettanto nutrita lista di workshop, nel corso dei quali i maestri del genere metteranno a disposizione di addetti ai lavori e appassionati le proprie competenze. Rob Chiu e Mischa Rozema realizzeranno ad esempio dei workshop dedicati alla Motion Graphics, cui si aggiungeranno panel di discussione e laboratori sulla stop-motion, in collaborazione con l’UK Council. Digital Video, infine, realizzerà un workshop speciale sul nuovo software StoryPlanner.
Inoltre, grazie ad un fortunato accidente del calendario, le date del FFF si incrociano quest’anno con quelle di ArteFiera - ArtFirst Bologna (29-31 gennaio). E questo ha permesso a molte iniziative del Festival di confluire nel programma della Fiera, dalla sezione ArteFiera OFF, come la personale di Stefano Ricci e di Ufo5, fino agli incontri della manifestazione dedicata all’arte contemporanea.
Le cause addotte sono tante e fantasiose: per qualcuno è colpa del fai da-te, per altri della destrutturazione dei ritmi di lavoro e dei low cost, per altri ancora semplicemente della crisi. Come che sia, il dato è incontrovertibile e certificato: la buona vecchia settimana bianca non va più di moda.
Non che gli italiani si siano dimenticati sci e scarponi, per carità. Ma semplicemente, si osserva in un bel dossier recentemente pubblicato da TTG, la maggioranza dei turisti preferisce orientarsi su soluzioni di viaggio più brevi- weekend lunghi o soggiorni spot- in grado di vivificare sia l’agenda che il portafogli. Certo, alcuni capisaldi del turismo invernale resistono: le famiglie con figli continuano a prenotare, le scolaresche ci provano e i anche più giovani (con la formula degli appartamenti condivisi) tengono botta. Ma è il movimento complessivo che appare relativamente appannato.
L’altra evidenza messa in luce dal dossier TTG è la scarsa reattività degli operatori. “Alcuni hotel” si legge nel rapporto “sono ancora legati ai tradizionali 7 giorni e rifiutano le richieste di prenotazione che si orientano soltanto sul fine settimana”. Una mancanza piuttosto grave da parte delle strutture recettive, che in questo modo rischiano di perdersi per strada un buon pezzo del loro pubblico potenziale.
Questi i dati del report. Poi però, per il nostro piccolo dobbiamo anche dire che qui in Emilia Romagna di sforzi per stare al passo con le nuove tendenze ne facciamo più che possiamo. Non ci credete? E allora provate a dare un’occhiata a appenninoeverde.org e alle offerte vacanza che abbiamo messo insieme in questi mesi.
Mentre sull’Emilia- Romagna continua a nevicare, su questo blog continua la raccolta di informazioni sullo sci ed i divertimenti invernali in regione. Nel blogpost di ieri abbiamo fornito una panoramica generale sulle stazioni sciistiche in regione: numero, lunghezza delle piste, costi. Tutte informazioni fondamentali, per carità. Però alla lista mancava qualcosa: una mappa interattiva- e magari integrabile con le vostre segnalazioni- di dove si trovino le stazioni e come contattarle.
La trovate qui sotto, in versione beta. Buona discesa
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Ma chi l’ha detto che per divertirsi con sci e tavole da snow bisogna per forza arrivare sulle Dolomiti o in cima al Monte Bianco? Probabilmente chi l’ha detto non si è mai goduto il gusto di venire a sciare sulle nevi del nostro Appennino, che sicuramente gode di meno pubblicità rispetto alle località à la page del Nord profondo, ma dal punto di vista delle strutture e del divertimento non è niente male neanche lui.
Volete qualche dato? Il territorio dell’Emilia Romagna ospita qualcosa come 16 stazioni sciistiche, lungo una traiettoria ideale che ricomprende in totale 300 km di piste e attraversa la regione praticamente per intero, dall’Appennino piacentino fino a quello dell’entroterra cesenate. I divertimenti possibili sulle nostre nevi sono praticamente infinite- dallo sci classico allo snowboard, dal kite allo sci di fondo fino alle ciaspolate notturne e le passeggiate sulle slitte- e anche bimbi trovano la loro parte, con i baby park tra i più belli in Italia e skypass gratuiti per i più piccoli.
Già, è vero, quasi dimenticavamo gli skypass. Noi non lo sappiamo (bugia) quanto costano giornalieri e settimanali dalle altre parti, però sappiamo che le tariffe offerte dalle nostre parti sono piuttosto competitive: i tagliandi per una giornata non superano mai i 32 Euro, ed alcune stazioni hanno attivato anche delle soluzioni “lowcost” per periodi particolari. E poi ci sono le attività collaterali, gli antichi borghi appenninici da visitare e ovviamente (più che) modiche quantità di vini e cibi per compensare gli sforzi aerobici compiuti sulle piste.
Insomma vi aspettiamo. Potete reperire informazioni dettagliate su ciascuna delle 16 località sul sito dedicato e scovare le offerte speciali su www.visitemiliaromagna.com. A presto!
=)
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